La scena la conosci se hai passato un sabato in un padiglione. Sul tavolo dell'editore c'è un foglio A4 scritto a mano: «ore 15:00 — dimostrazione, 2 posti liberi». Accanto, una lista di nomi con sopra tre cancellature. Il dimostratore ripete la stessa frase per la centesima volta della giornata — «questo giro è pieno, torna alle quattro» — e intanto due persone si allontanano perché non hanno capito se possono sedersi o no.
Poi passi al tavolo dopo e il sistema è un altro: lì i posti si segnano su una lavagnetta. Al terzo, non si segnano affatto.
Su Time for Boardgames c'è ora una modalità pensata esattamente per quelle giornate: si chiama Palinsesto. Il programma lo scrivi tu, prima. Chi arriva in fiera apre l'evento, vede i tavoli con i loro giochi e i loro orari, e si siede. Al banco non devi spiegare nient'altro.
Il ribaltamento
Vale la pena dire subito in cosa è diversa, perché è una differenza netta.
In tutte le altre modalità della piattaforma è il giocatore a costruire la serata: apre un tavolo, sceglie il gioco dalla ludoteca, invita gli altri, e chi vuole si aggrega. Alla serata del club funziona benissimo — è la sera stessa a decidere cosa si gioca.
In fiera il modello è capovolto. Il programma esiste già prima dell'evento: sei tu ad avere in mano i giochi, i tavoli e gli orari, hai preso accordi con gli editori, e ogni tavolo ha un titolo che gira a ripetizione in fasce fisse. Ai visitatori non serve scegliere niente: serve sapere cosa parte adesso e dove c'è posto.
Il Palinsesto prende tutto quello che altrove è del giocatore — la scelta del gioco, l'apertura del tavolo, l'orario — e lo mette nelle mani di chi organizza, in anticipo. A chi arriva resta una frase sola: apri l'evento, guarda cosa si gioca, siediti.
Fa per te se
- è una giornata con gli editori, ognuno col suo tavolo e i suoi titoli;
- gli stessi giochi girano a ripetizione in fasce fisse;
- hai partite lunghe che devono riempirsi in anticipo, non alle tre del pomeriggio;
- vuoi decidere tu quali giochi stanno su un tavolo: uno solo, oppure una rosa di titoli fra cui lasciar scegliere chi si siede.
Meglio un'altra modalità se
- sono i giocatori a portare i giochi e a proporli;
- vuoi lasciare che si organizzino da soli sui tavoli liberi;
- l'evento dura più giorni: un Palinsesto copre una giornata sola.
Comporre il programma

Si parte come sempre, da Crea un nuovo Gathering: alla voce Modalità Prenotazione scegli Palinsesto. Sta insieme alle modalità con i dimostratori, ma non sei obbligato ad averne — i tavoli vivono benissimo da soli.
Poi tre informazioni:
- Data e orari. Un solo giorno, con l'ora di fine dopo quella di inizio:
10:30 → 17:30. Tutte le fasce vivranno dentro quella finestra, quindi conviene tenerla un po' più larga del programma. - Quanti tavoli. Sono le corsie del programma. Se la sede ha i tavoli fisici registrati, agganciali: la capienza arriva da sola e sai sempre quale tavolo è quale in sala.
- Il nome dei tavoli. «Rinomina» trasforma «Tavolo 1» in «Asmodee 1». È il nome che leggono i giocatori sulla loro pagina, ed è quello che urli in sala: usa quello vero.
Il resto succede nella console dell'evento, nel tab Tavoli. Ogni tavolo ha la sua striscia oraria: ci clicchi sopra e lavori lì.
Aggiungi fascia è il gesto principale. Tocchi un tratto libero della striscia, scegli il gioco — dalla ludoteca della sede, oppure scrivendo un nome libero, che è come si mettono a programma i prototipi degli autori — poi l'orario sulla griglia da mezz'ora e quanti posti. Almeno un gioco è obbligatorio: è tutto il senso della modalità. E se vuoi puoi metterne più d'uno, fino a cinque — ma a quello dedichiamo una sezione a parte, qui sotto.
Da lì in poi si va veloci. Duplica fascia rimette la stessa partita nel primo buco abbastanza lungo dello stesso tavolo: è il gesto per il titolo che gira cinque volte in una giornata. Crea blocco serve al contrario, per segnare le pause dei dimostratori, i tavoli fuori uso e gli spazi riservati: restano grigi, e nessuno ci si siede.
Le copie della ludoteca sono contate
Un dettaglio che si apprezza solo la prima volta che ti salva. Se metti lo stesso gioco su due fasce che si sovrappongono e in sede c'è una copia sola, la piattaforma ti ferma e ti dice quando torna libera: «Nessuna copia disponibile (1 prenotate) — torna libera alle 15:30». Se le copie sono due, invece, le due fasce contemporanee passano senza storie.
Non è un capriccio: è la differenza fra un programma che regge alla prova della sala e un programma che alle 15:30 lascia sei persone sedute davanti a un tavolo vuoto.
Un tavolo, più giochi
Fin qui abbiamo dato per scontato che ogni fascia abbia il suo titolo. Spesso è così — il dimostratore dell'editore fa girare quel gioco, e basta. Ma non sempre.
C'è il tavolo dei party game, dove tre scatole si alternano nella stessa ora e nessuno decide prima quale. C'è l'editore che porta cinque titoli e li lascia sul tavolo, pronto a tirar fuori quello che il gruppo preferisce. In quei casi imporre un gioco solo è finto: nella realtà si decide quando ci si siede.
Per questo una fascia può proporre fino a cinque titoli.

Si compone come tutto il resto, dalla console: aggiungi un titolo alla volta con + titolo, dalla ludoteca della sede o scrivendo il nome — di nuovo, è la strada dei prototipi e dei titoli che porta l'editore. I giochi aggiunti restano lì come etichette, e si tolgono con una x.
Poi, la parte interessante: come si sceglie. Le strade sono due, la decidi tu quando componi la fascia e puoi cambiarla dopo.
- I giocatori votano. Chi si siede vede i titoli in gara e vota il suo. Il più votato va al centro del tavolo — da solo, senza che tu debba fare niente — e la votazione si chiude quando la partita comincia. È la strada per i tavoli dove la gente arriva un po' prima e può dire la sua.
- Si decide al tavolo. I titoli si vedono tutti, ma non c'è niente da votare: la scelta si fa dal vivo, come succede davvero quando ci si siede in cinque e si guarda cosa va per la maggiore. È la strada dei party game a turnazione.
Sul voto le regole sono poche e severe. Vota solo chi è seduto a quel tavolo — non basta essere iscritti all'evento — e ognuno ha un voto, spostabile: tocchi un altro titolo e il voto si sposta invece di sommarsi, tocchi di nuovo il tuo e lo ritiri. Si vota fino all'inizio della fascia.

Tre precisazioni che vale la pena avere in testa prima di comporre una giornata così.
La durata non si tocca. Se hai riservato due ore, restano due ore: il gioco che vince non le accorcia e non le allunga. Non abbiamo messo vincoli sulle durate dei titoli — sarebbe stato un modo per farsi dire di no in continuazione — ma il form te lo ricorda: metti titoli di durata simile. Le tempistiche della giornata restano prevedibili, ed è l'unica cosa che conta quando hai quattro tavoli da far girare.
Le copie restano contate, ma solo per il gioco che è davvero in tavola. Due fasce contemporanee non possono prendersi la stessa scatola, mentre i titoli che stanno solo aspettando un voto non impegnano niente. Può capitare che il più votato non sia giocabile in quell'ora — l'unica copia è a un altro tavolo: in quel caso il voto resta registrato e l'applicazione lo dice come avviso, non come errore.
L'ultima parola resta tua. Dalla console puoi imporre un titolo in qualsiasi momento: se il gruppo sta ancora discutendo e la fascia deve partire, decidi tu e si gioca.
Anche sui tavoli normali
Non è una cosa da sole fiere. Anche nelle serate classiche — quelle dove sono i giocatori ad aprire i tavoli — chi prenota può ora proporre fino a tre alternative al gioco principale, e chi si siede vota.
Con una differenza che vale la pena dire, perché è l'unica cosa che confonde: lì il vincitore non va in tavola da solo. La votazione dice cosa vuole il tavolo, poi è chi ha prenotato a promuovere il titolo con Principale. È una scelta, non una dimenticanza: al suo tavolo decide lui.
Il giorno dell'evento

Il programma scritto a tavolino non sopravvive mai intatto alla giornata vera. Per questo, dalla stessa schermata, con la fascia selezionata hai tutto quello che serve quando le cose cambiano in corsa:
- Fai sedere… — metti a un tavolo un iscritto (lo cerchi per nome, nickname o email) oppure un ospite senza account: basta il nome.
- Segna no-show — liberi il posto di chi non si è presentato. Se qualcuno è in coda, l'offerta parte subito.
- Sposta / modifica orario — la partita slitta: la fascia si muove e chi era seduto viene ricontrollato, così non restano sovrapposizioni.
- Cambia gioco / posti — il cambio dell'ultimo minuto, quando l'editore tira fuori un titolo diverso o al tavolo entra una persona in più.
- Chiudi posti — fermi le nuove sedute senza cancellare niente: la partita resta nel programma, ma non entra più nessuno.
- Elimina fascia — la partita salta, e chi era seduto riceve la notifica: così non si presenta a vuoto.
Il passante che non ha l'app
È il caso più frequente in fiera, ed è il motivo per cui gli ospiti senza account esistono.

Uno passa davanti al tavolo, vede la partita che sta per iniziare e chiede se può giocare. Tu apri Fai sedere… → Ospite senza account, scrivi il nome e lo fai sedere. Nome ed email sono facoltativi entrambi: senza nome compare come «Utente 3».
Se l'email gliela chiedi, gli arriva l'invito a registrarsi — e registrandosi eredita il posto che gli hai appena dato. È il modo più onesto che conosciamo di trasformare un passante in un iscritto: prima lo fai giocare, poi eventualmente gli chiedi il contatto.
Una cosa importante: gli ospiti occupano posti veri. Compaiono nei conteggi, riempiono la fascia, fanno scattare la coda esattamente come tutti gli altri. Non sono una nota a margine.
Cosa vede chi arriva

Dall'altra parte, il minimo indispensabile. Una card per tavolo, con la striscia degli orari sopra: tocchi una fascia e vedi il gioco, l'orario e quanti posti restano.
- Siediti al Tavolo — un tocco e basta: niente form, niente da imparare. E si può fare in anticipo, anche da casa la sera prima.
- Vota — solo sui tavoli che propongono più titoli, e solo dopo essersi seduti. Dove il gioco è uno, non c'è niente da votare e la riga non compare nemmeno.
- Alzati — finché la partita non è iniziata. Dopo, il posto resta suo: se non si presenta, sei tu a liberarlo con il no-show.
- Mettiti in coda — sulle fasce piene. Quando un posto si libera, chi è primo riceve un'offerta a tempo: se non risponde entro pochi minuti, passa al successivo.
- I buchi del programma restano muti: «Nessuna partita in programma in questa fascia». Nessuno può aprire un tavolo per conto suo — i tavoli, e i giochi che ci stanno sopra, li metti solo tu.
- Il tab «In tavola» è la vetrina della giornata: i giochi del palinsesto con dove e quando si trovano. È la schermata da proiettare all'ingresso, o da mandare in giro il giorno prima.
I colori della striscia
Sono gli stessi per te e per i giocatori, in console e sulla pagina dell'evento:
- giallo chiaro — libero, nessuna partita;
- arancione — posti disponibili;
- rosso — al completo, resta solo la coda;
- verde — sono seduto qui;
- arancione scuro — conflitto orario: sei già impegnato altrove in quella fascia;
- grigio — bloccato: pausa o tavolo fermo.
Tre cose da sapere prima di provarla
La griglia è da mezz'ora, la durata è libera. Le fasce si agganciano ai trenta minuti, ma una demo da quaranta minuti e un gioco da tre ore stanno tranquillamente sullo stesso tavolo, uno dopo l'altro.
Una persona non può essere a due tavoli nello stesso momento. Se ci prova, la piattaforma la ferma — ed è anche il motivo per cui la coda non le propone posti che non potrebbe accettare. Due fasce che si toccano appena (una finisce alle 13:00, l'altra inizia alle 13:00) vanno invece benissimo.
Un palinsesto copre una giornata. Per una fiera di tre giorni, per ora, sono tre eventi.
E sulle app

Su iPhone e Android — le app uscite a luglio — il Palinsesto ha la sua schermata, ed è la più semplice dell'app: in cima le mie partite, poi quelle in corso, poi le prossime, con il conto alla rovescia sulla fascia che sta per aprirsi — «Inizia tra 16'». Sotto, due schede: la timeline tavolo per tavolo e la vetrina dei giochi, per chi ha in mente il titolo e non l'ora.
Le azioni possibili sono poche e dichiarate — siediti, alzati, mettiti in coda, e vota se il tavolo propone più titoli — e l'app non fa mai finta che ce ne siano altre.

Il dettaglio che ci piace di più è quello che l'app non ti fa fare: se sei già seduto a una partita in quell'orario, la fascia sovrapposta non ti mostra un pulsante che poi verrebbe rifiutato — dice «Sei già seduto a un'altra partita in questo orario» e si toglie di mezzo. In un padiglione rumoroso, un bottone che non funziona costa più di un bottone che non c'è.
Il Palinsesto e la votazione dei giochi ci sono su Android e su iPhone: basta avere l'app aggiornata all'ultima versione dello store. E se l'aggiornamento non è ancora arrivato sul tuo telefono, dal browser la pagina dell'evento fa esattamente le stesse cose.
Nel frattempo, il resto del sito
Il Palinsesto è la novità grossa, ma le ultime due settimane hanno portato in produzione anche una lunga passata di rifinitura sul sito, nata da un collaudo pagina per pagina. In breve, quello che si vede:
- I sondaggi in chat hanno le barre di riempimento e la percentuale sui votanti reali: «a cosa giochiamo alle 22?» adesso si legge a colpo d'occhio, invece di essere una fila di numeri. E «Chiudi» chiede conferma, perché era irreversibile con un tocco.
- Le liste di invito sono diventate una pagina vera dell'area organizzatore: il tuo giro abituale si salva una volta e si invita in blocco, togliendo al volo chi non c'entra. E i numeri sono onesti — chi sta in due liste non viene più contato due volte.
- Il questionario di fine evento non è più una pagina orfana: ci si arriva dalla card sull'evento concluso e dalle notifiche, ha le stelle grandi con l'etichetta che cambia mentre scegli, e all'organizzatore mostra gli aggregati con la barra che dice quante risposte mancano alla soglia dell'anonimato.
- Il tab «Partite» del profilo ha smesso di sembrare un pezzo di un altro sito, e il salvataggio del risultato non crea più partite doppie se premi due volte.
- Il link d'invito del club ora ha un'etichetta («Locandina della fiera», «Gruppo del martedì»), così due link si distinguono, più il contatore degli ingressi, la scadenza e la stampa del QR. E l'avatar del club, nella pagina d'invito, non è più tagliato a metà dal banner.
- Al banco, i ritardi si leggono: «6g 17h oltre l'orario» al posto di «8783 min». E i contatori del magazzino distinguono davvero Disponibili · Ultima copia · Tutte fuori, invece di dire «pochi rimasti» a tutto.
Sono cose piccole una per una. Messe insieme, sono la differenza fra una piattaforma che funziona e una di cui ti fidi.
Cosa non c'è ancora
Le solite precisazioni oneste, che preferiamo dire noi.
Il multi-giorno. Un palinsesto vive dentro una giornata: per una fiera lunga si creano più eventi. La duplicazione della giornata è già in lista.
Le rifiniture da fiera che stiamo costruendo adesso: i set di giochi per editore — salvare «questo editore porta questi cinque titoli» e applicarlo a tutte le sue fasce in un colpo, invece di riscriverli tavolo per tavolo (per ora c'è Duplica fascia, che copia anche i titoli, e per tre tavoli basta) — l'import del programma da testo, il QR sul cavalletto del tavolo, e la stampa del palinsesto in PDF, che alla prima fiera serve più di quanto sembri.
La console resta sul web. Comporre il palinsesto si fa da browser: sulle app, per ora, c'è la parte del giocatore. È una scelta di priorità, non una dimenticanza — un programma da venti fasce si scrive meglio con una tastiera davanti.
Qualche residuo da ripulire. Su alcune schede può ancora comparire un pulsante «Vota Gioco» o una finestra di prenotazione con la scelta del gioco: in Palinsesto non servono e non fanno nulla. Ignorali, li stiamo togliendo. E il contatore «Tavoli» in cima alla console conta le fasce invece dei tavoli: fidati della striscia oraria, non del numero.
In pratica
Se il tuo prossimo evento è una giornata con gli editori o una convention con i dimostratori, il giro è questo: crea il Gathering in modalità Palinsesto, aggancia i tavoli della sede, rinominali con i nomi veri, e riempi le strisce con le fasce concordate. Ci metti mezz'ora la sera prima e il giorno dopo, al banco, non spieghi più niente a nessuno.
Se invece giochi, la parte che ti riguarda sta in una riga: apri l'evento, guarda cosa parte adesso, siediti. E se è pieno, mettiti in coda — quando qualcuno non si presenta, il posto arriva a te.
È la modalità più giovane della piattaforma: è appena uscita, e se qualcosa non torna vale la pena scrivercelo. Ci vediamo ai tavoli — quelli con il cartello, stavolta, non ce li mettiamo.