Alla DDCON, in tre giorni, di giochi nuovi ne provi parecchi. Uno di quelli ti conquista davvero — e te lo ricordi fino al parcheggio. Poi arriva un altro tavolo, un altro stand, mille chiacchiere, e il lunedì mattina ti resta in testa solo «era quello con le tessere colorate».
Per questo nelle app di Time For Boardgames c'è una stella accanto al nome del gioco. Un tocco, e il titolo entra nella tua lista dei desideri: nessuna finestra, nessuna conferma, nessun cambio di pagina.
La stella nasce al tavolo
Aprendo un tavolo, sotto «Si gioca a», c'è il gioco in corso con la sua stella. La stessa stella è sulle card dei tavoli nell'elenco della giornata: la vede chiunque abbia fatto l'accesso, anche chi a quel tavolo non è seduto e ci sta solo passando davanti.

Non devi aspettare la fine della partita — a fine partita la gente si alza e va via. Toccala quando ti pare: durante, dopo, o mentre guardi giocare gli altri.

Segnato così, dal tavolo, il desiderio si porta dietro la provenienza. Non solo quale gioco ti era piaciuto: anche il tavolo e l'evento da cui l'avevi segnato.
Tre posti dove si tocca
Sulla scheda del tavolo. È il gesto per cui la funzione esiste, ed è l'unico che si ricorda il tavolo da cui hai segnato il gioco. Se il titolo del tavolo è stato scritto a mano e non corrisponde a un gioco di catalogo, la stella non compare: non ci sarebbe niente da segnare in modo affidabile.
Nel catalogo. Sfogliando i giochi, la stella è in sovrimpressione sulla copertina. Serve per il titolo visto allo stand e mai giocato.

Sulla scheda del gioco. Qui i due gesti stanno uno accanto all'altro e sono detti a parole, perché due icone vicine non basterebbero a distinguerli: «Ce l'ho» mette il gioco in ludoteca, «Lo desidero» lo segna e basta. Se l'hai già segnato, il tasto diventa «Nei desideri». È anche la via d'uscita quando al tavolo la stella non c'è.

Una cosa piccola ma pensata per la fiera: la stella si accende subito, prima ancora che il server risponda, e torna indietro solo se il salvataggio fallisce. Con la rete di una convention, un tocco che aspetta è un tocco perso. E se la tocchi due volte non hai fatto un pasticcio: il doppio invio viene ignorato in silenzio.
Ludoteca e desideri non sono la stessa cosa
Sono due liste separate, e la differenza è tutta nelle conseguenze.
La mia ludoteca è un'affermazione. Sono i giochi che possiedi: quelli che puoi portare a un tavolo, quelli che un evento conta come disponibili, quelli che si vedono sul tuo profilo. Quando dichiari di avere un gioco, l'app si comporta di conseguenza.
I miei desideri sono un appunto. Non entrano in nessun tavolo, non contano in nessuna disponibilità, non sbloccano traguardi, non compaiono nell'elenco di nessun altro. Sono una lista che guardi tu.
Da qui viene anche la scelta del segno: una stella, non un cuore. Nell'app il cuore è già occupato — indica i preferiti fra i giochi che possiedi. Due significati per lo stesso simbolo, nella stessa pagina, sarebbero un pasticcio.
Dove ritrovi quello che hai segnato
In Profilo → I miei desideri. In cima c'è scritto «Solo tu», con il lucchetto: questa lista non è pubblica e non compare da nessun'altra parte.

Puoi cercare fra i tuoi desideri e ordinarli per data o per nome. Ogni gioco porta la copertina, giocatori e durata, e due cose che valgono più del resto.
La provenienza. La riga verde dice dove è nato il desiderio: «Segnato al Tavolo 1 · Serata nella Tana». È la risposta alla domanda del giorno dopo — dove l'avevo visto? — e te la scrive l'app da sola.
La nota. Un campo libero per quello che l'app non può sapere: «visto allo stand a 42 euro», «me lo regalo a Natale», «da riprovare in tre». Si modifica e si cancella quando vuoi.

Quando un desiderio si avvera
Se il gioco lo compri davvero, tocca «Ce l'ho ora»: entra nella tua ludoteca e sparisce dai desideri da solo. Lo stesso succede se aggiungi il gioco alla ludoteca dal catalogo: il desiderio corrispondente si toglie senza chiederti niente. Non ci sono due liste da tenere allineate a mano.
Se invece hai cambiato idea, «Togli» lo cancella e basta. Oppure tocchi di nuovo la stella dove l'avevi accesa.
E la ludoteca, a cosa serve
La ludoteca non è un secondo promemoria: è la dichiarazione di cosa hai in casa, e ha effetti concreti.
In Profilo → La mia ludoteca trovi i tuoi giochi con quattro filtri — tutti, preferiti, posseduti, disponibili — e la ricerca. Su ogni titolo puoi mettere il cuore se è uno dei tuoi preferiti, e decidere se renderlo disponibile per gli eventi: è quello che ti permette di proporlo a un tavolo, ed è quello che gli organizzatori contano quando preparano una serata.

In breve: i desideri guardano a quello che potresti comprare, la ludoteca descrive quello che puoi già mettere sul tavolo. Le due voci vivono una sotto l'altra, in Profilo → Le tue cose.

A casa, sul sito: la collezione da guardare
Il telefono serve in fiera. Ma la sera, a mente fredda, la stessa roba sul sito ha un'altra faccia: qui la collezione si guarda, invece di consultarla.
Dal menu del tuo profilo, Ludoteca personale. In cima c'è il podio: i tuoi tre giochi in vetrina, primo, secondo e terzo. È la parte che non serve a niente e che si guarda più volentieri di tutte.

Sotto, lo scaffale dei preferiti e la collezione completa con il suo conteggio: copertine grandi, il cuore su quelle preferite, il numero del podio sulle prime tre. La ludoteca sul sito è pubblica — il badge te lo dice in cima — perché è la parte che racconta agli altri cosa puoi portare a una serata.

E in fondo alla pagina, dopo tutto quello che possiedi, c'è quello che vorresti: lo scaffale «I miei desideri», con il lucchetto e il suo «Solo tu». Stessi giochi segnati al tavolo col telefono, stessa provenienza, stesse note — che qui si scrivono nel campo sotto la copertina — e lo stesso «Ce l'ho ora».

Non è una copia: è lo stesso elenco. Segni un gioco in fiera dal telefono e la sera lo ritrovi sul sito senza fare niente. Cambia solo il posto in cui vive — sull'app «I miei desideri» è una voce a sé nel profilo, sul sito è l'ultimo scaffale della ludoteca.
Domande rapide
Qualcuno vede i miei desideri? No. La lista è visibile solo a te: non compare sul profilo pubblico, non cambia la disponibilità di nessun gioco, e nessun organizzatore la legge come «lista della spesa» con il tuo nome sopra.
Perché su questo tavolo la stella non c'è? Perché il titolo è stato scritto a mano e non corrisponde a un gioco di catalogo. Se il gioco esiste a catalogo, apri la sua scheda e usa «Lo desidero».
Posso togliere un gioco? Sì, in due modi: tocchi di nuovo la stella dove l'avevi accesa, oppure usi «Togli» nella lista dei desideri.
Segno un gioco al tavolo: lo ritrovo anche nel catalogo? Sì, la stella è la stessa ovunque e si aggiorna da sola, senza ricaricare niente.
Dal tavolo all'acquisto
La lista serve prima di tutto a chi gioca. Ma vale la pena dire anche l'altra metà, perché è il motivo per cui l'abbiamo costruita così.
Quando segni un gioco resta traccia di da dove è nato il gesto: dal tavolo, dal catalogo, dalla scheda. Se nasce al tavolo, resta legato a quel tavolo e a quell'evento. Non sappiamo soltanto quale titolo ha colpito: sappiamo anche dove è successo.
È un segnale che un sondaggio non riesce a dare, perché nasce nel momento esatto in cui il gioco è ancora sul tavolo e costa un tocco solo. Le domande che permette di farsi sono quelle che a un editore in fiera interessano davvero: quali titoli provati alla DDCON generano più desideri, e da quali tavoli arrivano. Sono numeri di tavoli, non nomi di persone: la tua lista resta quella di prima, la vedi solo tu.
Per chi porta i giochi in fiera diventa la misura di cosa ha funzionato davvero ai tavoli. Per chi gioca resta quello che è sempre stato: un gesto piccolo e privato.
Alla DDCON, lascia a casa i foglietti
Da venerdì 28 a domenica 30 agosto la DDCON gira sui tavoli di Time For Boardgames. Quando una partita ti fa dire «ancora una!», il gesto più semplice della fiera è sempre lo stesso: apri il tavolo, tocca la stella.
Al resto pensa l'app. E domenica sera, mentre gli altri cercano di ricordarsi il nome di quel gioco, tu hai già la lista — con le note e i tavoli da cui l'hai segnato.